Web tax: Di cosa si tratta? Cosa sta succedendo?

In questi ultimi giorni non si fa altro che parlare di questa web tax, una sistema di tasse (non ancora in vigore, ma che vorrebbero attuare) che riguarda il web e di cui molti non sono a conoscenza.

Ma chi riguarda? Internet diventerà a pagamento? Assolutamente no! Con web tax s'intende una legge che possa tassare in maniera concreta e sostanziale le aziende con sedi estere che però operano online in tutta Europa. La cosa riguarda principalmente i big come: Google, Facebook, Amazon, Apple, Twitter, Instagram, Booking, Tripadvisor, Airbnb ecc..

Per fare maggiore chiarezza però dovremmo raccontarvi la storia dall'inizio, per cui mettetevi comodi, questi 5 minuti di lettura sono brevi ma intensi!

Le aziende sopra citate, insieme a molte altre, offrono beni o servizi a pagamento in Italia, in Spagna, in Francia, insomma in tutta Europa e ovviamente in tutto il mondo, e fin quì tutto bene. Se non fosse che, avendo sedi in Europa in stati come Irlanda e Lussemburgo (paesi dove la tassazione è nettamente inferiore rispetto agli standard europei), fatturano direttamente in quei paesi e non nei paesi dove viene generata la vendita del bene o servizio.

Un pratico esempio: Non so se avete mai provato a fare campagne pubblicitarie con Google o Facebook, se non le avete mai fatte, sappiate che la fattura che vi faranno sarà senza IVA e che per loro sarà come una fattura estera dall'irlanda all'Italia, Infatti troverete nelle fatture il logo Google IRL opppure Facebook IRL.

La cosa scorretta non è la fatturazione, la cosa scorretta è che queste aziende hanno sedi anche in Italia, con domini italiani su server italiani (google.it, facebook.it...) con dipendenti italiani che operano e vendono in Italia, sembra scontato che le tasse debbano essere versate in Italia, ma non è così!

Un pò di numeri: Per farvi rendere conto delle cifre che questi big finora hanno/ non hanno versato al fisco italiano, vi proponiamo un paio di esempi. Nel 2015 le aziende che occupano rispettivamente il primo, secondo, terzo e nono posto nella classifica dei brand di maggior valore al mondo (Google, Apple, Amazon e Facebook), hanno versato imposte in Italia per circa 18 milioni di euro. Verrebbe da dire "caspita, tanti soldi", ma nello stesso anno, soltanto la Barilla ne ha versati circa 106 milioni, siete ancora convinti che siano davvero tanti?

Si calcola che nel triennio che va dal 2013 al 2015, soltanto Google e Facebook avrebbero dovuto versare in tutta Europa circa 5,4 miliardi di euro, ovviamente in più a quelli che hanno versato.

Queste poche righe sono per raccontarvi la storia e il motivo del perchè siamo giunti a questo punto, e perchè è diventato necessario per l'Europa proporre la web tax, una tassa che permetterà di tassare non solo i redditi ma anche i fatturati di questi colossi multinazionali, e soprattutto che le tasse vengano versate interamente nel paese in cui la vendita è stata generata, e non dove fa più comodo!

Cosa rispondono le aziende imputate? Molte si limitano a un "no comment", altre aziende sono leggermente più eleganti:«Amazon paga tutte le imposte che sono dovute in ogni Paese in cui opera. Le imposte sulle società sono basate sugli utili, non sui ricavi, e i nostri utili sono rimasti bassi a seguito degli ingenti investimenti e del fatto che il business retail è altamente competitivo e offre margini bassi. Abbiamo investito in Italia più di 800 milioni di euro dal 2010 e attualmente abbiamo una forza lavoro a tempo indeterminato di oltre 2mila dipendenti.»

MA QUALCUNO INIZIA AD AVERE PAURA! Abbiamo ricevuto una mail di Ebay, che probabilmente ha ricevuto la maggior parte d'Italia, forse però non molti hanno fatto caso al contenuto, anche perchè una persona allo scuro dei fatti non darebbe tanta considerazione a una mail del genere. Ma adesso che sapete come stanno le cose...date un occhiata voi stessi e giudicate!